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Dopo Mattia, ecco Davide: i Bais protagonisti alla Tirreno

Cambia il colore della maglia, cambia il nome di battesimo, ma non la sostanza. È la proprietà commutativa dei fratelli Bais: due combattenti nati, con la fuga nei tratti genetici. Entrambi si sono messi in luce alla Tirreno-Adriatico. Entrambi in avanscoperta, manco a dirlo.
Nella prima tappa ci aveva provato Mattia, classe 1996 in forza all'Androni Sidermec, che si era dovuto arrendere (assieme all’altro trentino Samuele Rivi) a 10 chilometri dal traguardo.
Medesimo destino è toccato nella terza frazione al più giovane Davide, classe 1998 alla prima stagione tra i professionisti. Il 22enne di Nogaredo è stato tra i promotori dell’azione che ha caratterizzato la frazione con partenza da Monticiano e arrivo a Gualdo Tadino (Perugia), 219 chilometri e 1700 metri di dislivello, con un solo Gpm (Poggio della Croce). A vincerlo è stato proprio Davide Bais, che si è imposto anche nel successivo traguardo volante, posto a Umbertide.

Davide Bais (secondo a destra) durante la fuga
Davide Bais (secondo a destra) durante la fuga

La fuga ha visto protagonisti cinque corridori ed è nata al terzo dei 219 chilometri di gara. Assieme al trentino della Eolo Kometa c’erano Tobias Ludwigsson (Groupama Fdj), Guillaume Boivin (Israel), Niki Terpstra (Total Direct Energie) e Mark Padun (Bahrain-Victorious).
I battistrada hanno raggiunto un vantaggio massimo di 8’45” e si sono presentati ai 50 chilometri finali con un margine vicino ai 5 minuti. Un gap che, a quel punto, non era facile da colmare, ma il ritmo imposto dal gruppo – trainato dalla Jumbo-Visma del leader Van Aert e dalla Deceuninck-Quick Step di Alaphilippe - è stato insostenibile per i fuggitivi.
Il primo a mollare è stato Ludwigsson, poi è toccato a Bais (a 10 chilometri dal traguardo), infine agli altri tre, ripresi nel tratto finale in leggera pendenza (media del 2,6%) che portava all’arrivo di Gualdo Tadino.
A giocarsi il successo sono stati gli attesi protagonisti di giornata. Stybar ha provato ad anticipare la volta, costringendo Wout Van Aert a uscire allo scoperto, con Mathieu Van der Poel francobollato alla sua ruota. Allo sprint ha avuto la meglio l’olandese, che si è imposto con una bicicletta di vantaggio. Secondo Van Aert, che ha preceduto il primo degli italiani, Davide Ballerini.

L'esultanza di Van der Poel al traguardo
L'esultanza di Van der Poel al traguardo

Van Aert ha mantenuto il primo posto in classifica generale, con 4” di vantaggio su Van der Poel e 10” su Julian Alaphilippe. Vincenzo Nibali è il migliore degli italiani, 13° a 20”, seguito da Domenico Pozzovivo al 16° posto, con il medesimo distacco.

Caduta per Daniel Oss, senza conseguenze

Da segnalare una caduta a poco più di 3 chilometri dal traguardo, nella quale è rimasto coinvolto anche Daniel Oss, fortunatamente senza conseguenze. Il trentino della Bora-Hansgrohe si è prontamente rialzato e ha portato a termine la corsa, 145° al traguardo a 3’53”.
Mattia Bais ha chiuso 108° (in un gruppetto assieme a Filippo Ganna e Kwiatkowski) a 2’20”, suo fratello Davide e Samuele Rivi 167° e 168° a 9’49”, seguiti a ruota da Elia Viviani.

Domani la quarta tappa, con arrivo in salita

Domani è in programma la quarta tappa, la più impegnativa delle sette in programma. Si partirà da Terni e si arriverà a Prati di Tivo, dopo 148 chilometri di corsa. Il traguardo sarà posto a quota 1450 metri, al termine di una salita di 14,5 km al 7% di pendenza media ,con punte del 12%.

Ordine d’arrivo terza tappa

1. Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix) 219 km in 5h24’18”
2. Wout Van Aert (Jumbo-Visma) st
3. Davide Ballerini (Deceuninck-Quick Step) st
4. Sergio Higuita (Ef Education – Nippo) st
5. Greg Van Avermaet (Ag2r) st
6. Jasper De Buyst (Lotto Soudal) st
7. Ivan Garcia Cortina (Movistar) st
8. Tadej Pogacar (Uae Emirates) st
9. Gonzalo Serrano (Movistar) st
10. Hugo Hofstetter (Israel Start-Up Nation) st

Classifica generale

1. Wout Van Aert (Jumbo Visma)
2. Mathieu Van der Poel (Ola, Alpecin-Fenix) a 0’04”
3. Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step) a 0’10”
4. Mikel Landa (Bahrain-Victorious) a 0’19”
5. Tadej Pogacar (Uae Emirates) a 0’20”
13. Vincenzo Nibali (Trek Segafredo) a 0’20”

Autore
Luca Franchini
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