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Broccardo si candida alla vice presidenza della Federciclismo

Dopo essersi congedato dal comitato trentino nel dicembre scorso, al termine di due mandati trascorsi alla guida dello stesso, Dario Broccardo apre i propri orizzonti a livello nazionale e si candida per la vice presidenza della Federciclismo, in squadra assieme all’aspirante presidente Cordiano Dagnoni, imprenditore milanese nato nel 1964, ex atleta, tecnico e presidente uscente del comitato lombardo.

Dario Broccardo, presidente uscente del comitato trentino Fci
Dario Broccardo, presidente uscente del comitato trentino Fci

Le elezioni si terranno il 21 febbraio, con quattro candidati alla presidenza. Oltre a quella, appena citata, di Cordiano Dagnoni, ci saranno quelle dell’ex corridore e commentatore Rai Silvio Martinello, quella della vice presidente uscente Daniela Isetti e quella di Fabio Perego, che dei quattro è quello che in partenza sembra avere le minori possibilità di raccogliere consensi.
Daniela Isetti godrà dell’appoggio di Renato Di Rocco, un gesto che va nel segno della continuità, visto che i due hanno trascorso tanti anni assieme ai vertici della Fci nazionale, nel ruolo di numero 1 e di vice.
Ma come è nata la candidatura di Broccardo?
«Ai campionati del mondo di Imola, quando ci siamo trovati con tutti i presidenti del comitati regionali, ho ricevuto a più riprese e da più colleghi la richiesta di candidare alla presidenza della Federciclismo – spiega Broccardo – Per me sarebbe stato un impegno troppo gravoso e non ho mai pensato di poterlo fare. Ho accettato di candidare come vice presidente, ma ho prima di decidere ho aspettato che Di Rocco definisse la sua posizione, visto che siamo legati anche da un rapporto di amicizia».
Quando di Di Rocco ha deciso di non candidarsi come presidente, Broccardo ha fatto la sua scelta. Le opzioni erano due, Martinello da una parte e Dagnoni dall’altra. «Ho deciso di appoggiare Dagnoni perché voglio dare il mio contributo a chi pensa al cambiamento – aggiunge Broccardo – È stato un ottimo atleta, allenatore, dirigente. Negli ultimi 12 anni, infine, ha operato all’interno del comitato lombardo, prima come consigliere, poi come vice presidente e infine come presidente. Personalmente conosco bene le dinamiche della Federazione, a cui sono legato da 40 anni, prima come tecnico e ultimamente a livello politico».
Le elezioni arriveranno in un momento delicato, dopo un 2020 segnato dalla pandemia di Covid-19, che è ancora in pieno corso. «La pandemia non ha aiutato, ma ancor più per questo motivo c’è la necessità di fare qualcosa – spiega Broccardo - Bisogna partire dalla periferia, una realtà che conosco molto bene. Dobbiamo recuperare i rapporti con la base e aiutare le società nel senso vero e proprio del termine. Fare attività è diventato troppo oneroso e non solo dal punto di vista economico. Anche a livello organizzativo, c’è troppa burocrazia. Se vogliamo garantire un futuro al nostro movimento, una soluzione va trovata».

Autore
Luca Franchini
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