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Europei confermati, ma in concomitanza con il Tour

I campionati europei di Trento sono confermati, ma in concomitanza con il Tour de France. Questo è quanto emerso dalla videoconferenza che ha visto sedersi allo stesso tavolo i vertici dell’Uci, i rappresentanti delle squadre, dei corridori e dei principali comitati organizzatori (Tour e Giro d’Italia inclusi). Ne è emersa una prima bozza di calendario per la stagione 2020, che appare fin troppo ottimistica alla luce dell’attuale situazione dovuta all’emergenza Covid-19 e ai possibili sviluppi.

Tour de France, una "necessità"

Elemento centrale della discussione è stata la Grande Boucle, ritenuta di cruciale importanza per l’economia dell’intero sistema ciclismo. Dopo aver decretato lo slittamento dell’inizio dell’attività all’inizio del mese di luglio – e dei primi appuntamenti World Tour dal primo di agosto - è stata fissata la nuova data della corsa francese, che si terrà dal 29 agosto al 20 settembre.

Una scomoda concomitanza per gli Europei

Qui entrano in gioco anche i campionati europei di Trento, che da calendario dovrebbero tenersi dal 9 al 13 settembre, ovvero proprio durante lo svolgimento del Tour. Se per le corse juniores e under 23 (maschili e femminili) e per quella donne élite lo spettacolo e la qualità dei partecipanti sarebbe garantita, non potrebbe essere altrettanto per quella riservata ai professionisti, con tanti big impegni in quei giorni sulle strade francesi.
In primis il vice campione del mondo Matteo Trentin, che non aveva nascosto di puntare al secondo titolo continentale della carriera dopo quello conquistato a Glasgow nel 2018. A questo si aggiungerebbe la suggestione di gareggiare sulle strade di casa.

Matteo Trentin in maglia azzurra
Matteo Trentin in maglia azzurra

La Uec (Unione Ciclistica Europea) e il comitato organizzatore della rassegna continentale sarebbe disposto a valutare una data più appetibile, ma al momento non c’è alcuna ipotesi sul tavolo.
Le fantasie e le ipotesi, per il momento, devono fare i conti la realtà, con un’emergenza che si fa ancora sentire e che non può lasciare tranquilli. Ecco perché il quadro disegnato dall’Uci e dai suoi interlocutori appare fin troppo roseo e ottimistico: si potrà davvero, nel 2020, gareggiare in sicurezza? Oltre che viaggiare, affrontare trasferimenti, pernottamenti nei vari hotel. L’impressione è che il fattore rischio sia piuttosto alto. In primis per gli attori protagonisti, i corridori.

Confermati anche i Mondiali

Salvare la stagione è un obiettivo che dovrà fare i conti con il Covid-19. Intanto, è comunque giusto guardare avanti: in quest’ottica, detto di Tour de France ed Europei, sono stati confermati nelle date originarie anche i campionati del mondo di Aigle-Martigny (20-27 settembre), seguiti in ottobre dal Giro d’Italia e, a ruota, dalla Vuelta di Spagna. I campionati nazionali, invece, si terranno nel weekend del 22 e 23 agosto.
Verranno recuperate anche le “classiche monumento” (Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Lombardia), che sono però ancora in attesa di una data.

Quale destino per il Tour of the Alps

Nel finale di stagione, dunque, si cercherà di recuperare il maggior numero possibile di corse del calendario internazionale Uci. Tra queste ci sarebbe anche il Tour of the Alps, che sarebbe dovuto scattare tra pochi giorni, il 20 aprile. Gli organizzatori della gara Euroregionale non hanno ancora gettato la spugna, in attesa di capire se ci sarà lo spazio per un eventuale recupero. Ad oggi, vista la compressione del calendario e i tanti eventi già programmati e in lista d’attesa, l’ipotesi più probabile appare quella dello slittamento al 2021.
Tra un mese se ne saprà di più. Ora c’è una corsa ben più importante da vincere. E non ce ne voglia il Tour.

Autore
Luca Franchini
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