Mondiali: Magagnotti è d'argento nell'inseguimento a squadre
Un argento che vale quasi quanto un oro. È quello conquistato da Alessio Magagnotti ai Mondiali élite di ciclismo su pista di Shanghai, dove il giovane trentino ha centrato il podio nell’inseguimento a squadre insieme agli olimpionici Filippo Ganna, Jonathan Milan e Francesco Lamon. Un debutto iridato tra i grandi che certifica la crescita del diciannovenne di Avio e lo proietta tra i protagonisti del ciclismo azzurro.
Nel testa a testa con la Danimarca per il titolo mondiale, l’Italia ha chiuso con il tempo di 3’45”596, contro il 3’40”865 dei danesi (media 65,198 km/h), non lontani dal record del mondo di 3’39”977, siglato da loro stessi a inizio anno agli Europei di Konya, in Turchia.
Un risultato prestigioso per Magagnotti, alla prima medaglia mondiale nella massima categoria, ma già abituato a vincere a livello internazionale.
Nel suo palmares, infatti, figurano anche tre titoli iridati juniores: nel 2024 e nel 2025 nell’inseguimento a squadre e nel 2025 nell’inseguimento individuale. Il primo successo mondiale, conquistato con il quartetto giovanile, era arrivato proprio in Cina, a Luoyang. Due anni dopo, sempre in terra cinese, il trentino è tornato sul podio, questa volta al fianco di alcuni dei migliori interpreti della pista mondiale.
L’argento di Shanghai arriva al culmine di una stagione che ne ha segnato la consacrazione tra i professionisti. A confermarne le qualità era stata la vittoria di tappa al Tour di Germania, conquistata in volata davanti al forte sprinter francese Paul Magnier.
Accanto a Ganna, Milan e Lamon, Magagnotti ha maturato un’esperienza preziosa in una rassegna iridata che potrebbe segnare l’inizio di un percorso ancora più ambizioso. All’orizzonte c’è infatti Los Angeles 2028, il grande obiettivo a medio termine. La strada verso i Giochi Olimpici è ancora lunga, ma l’argento di Shanghai costituisce un punto di partenza significativo.
CLASSIFICA FINALI INSEGUIMENTO A SQUADRE - SHANGHAI 2026
Magagnotti: «Prima finale che perdo, ma questo argento vale tanto»
«Non mi aspettavo che riuscissimo ad ad arrivare alla finale per l’oro – spiega l’aviense a fine gara -. Non dobbiamo dimenticare che noi del quartetto italiano siamo tutti stradisti e pertanto nel corso della stagione abbiamo i vari impegni con le nostre squadre di club. Ci siamo allenati anche in pista, ma non come altre nazioni. Abbiamo fatto il massimo che si poteva fare».
Il confronto con i danesi, al momento, evidenzia una differenza netta, ma Magagnotti guarda già al futuro: «La Danimarca è nettamente più forte, ci lavoreremo – aggiunge il diciannovenne della Red Bull-Bora Hansgrohe -. Sappiamo che c’è molto da lavorare e cercheremo di rafforzare il gruppo in vista degli obiettivi più importanti».
L’argento mondiale ha un significato speciale per il giovane azzurro, che non nasconde il proprio legame con la disciplina. «La pista mi è sempre piaciuta e mi ha regalato tante soddisfazioni – conclude Alesssio -. In verità, questa è la prima finale che perdo, ma non è certo una sconfitta e il peso di questo argento è notevole. Per colmare il gap con i neo campioni del mondo bisogna andare più forte. I danesi al momento sono superiori». Sarà quello lo stimolo che guiderà Magagnotti e compagni verso l’obiettivo a cinque cerchi di Los Angeles 2028.