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Coppa d'Oro

Davide Macas sigla l'impresa alla Coppa d'Oro, 4° Magagnotti

Ci sono giornate in cui una corsa diventa qualcosa di più di una semplice gara ciclistica. La Coppa d’Oro 2026 è stata una di queste: unica, speciale, memorabile. Lo è stata oggi per il bolzanino Pier Davide Macas Jimenez e per il suo direttore sportivo Fabio D’Eramo, che hanno iscritto il loro nome in un albo d’oro infarcito di grandi nomi, sotto gli occhi di uno dei recenti vincitori della classicissima per Allievi di Borgo Valsugana, Alessio Magagnotti, a segno nel 2023 e ora già affermato tra i professionisti, nell’occasione attento alla prova di suo fratello Erik, quarto nell’ordine d’arrivo.

L'arrivo trionfale di Pier Davide Macas Jimenez (foto Daniele Mosna)
L'arrivo trionfale di Pier Davide Macas Jimenez (foto Daniele Mosna)

Due ali di folla hanno accompagnato i corridori sulla salita di Telve e poi li hanno accolti sul rettilineo finale di via Spaglla, trasformando gli ultimi chilometri in un’autentica festa del ciclismo. Al centro di questa festa c’è Pier Davide Macas Jimenez, autore di un’impresa costruita con il coraggio e la caparbietà che da sempre lo contraddistinguono. Il corridore della Libertas Laives ha trovato il momento giusto per l’attacco, sorprendendo tutti, poi ha rilanciato la sua azione quando la strada si è impennata per l’ultima volta verso il Gpm di Telve, da affrontare due volte nella seconda parte della corsa. Una volta rimasto solo, il bolzanino della Libertas Laives non ha più concesso nulla agli inseguitori. Una fuga trasformata in capolavoro, una cavalcata solitaria culminata con il trionfo nella Coppa d’Oro.

Pier Davide Macas Jimenez in azione in salita (foto Daniele Mosna)
Pier Davide Macas Jimenez in azione in salita (foto Daniele Mosna)

Ma prima dell’ultimo attacco, la corsa aveva offerto altri spunti. La prima asperità di giornata, il Gpm di Tenna, ha immediatamente vivacizzato la gara. A transitare per primo è stato lo sloveno Gal Klun, secondo nella passata edizione alle spalle del connazionale Maks Olenik.
Poco dopo è arrivata la prima vera azione di giornata, promossa dalla coppia formata da Andrea Tetoldini (Alba Orobia Biassono) e Federico Occhipinti (Multicar Gruppo Amarù). I due sono riusciti a guadagnare una trentina di secondi sul gruppo proprio prima del primo passaggio da Borgo Valsugana, dove sono iniziate le tre tornate del circuito finale con la salita di Telve.

Uno spettacolare passaggio sulla salita di Telve (foto Daniele Mosna)
Uno spettacolare passaggio sulla salita di Telve (foto Daniele Mosna)

Il gruppo è poi transitato compatto e il primo dei tre traguardi volanti ha premiato il trentino di Lavarone Leonardo Dossi, ex Veloce Club Borgo ora in forza alla Montecorona. La prima scalata verso Telve ha iniziato a fare selezione. Il gruppo di testa si è ridotto a un centinaio di unità, ma tutti i principali protagonisti della vigilia sono rimasti in gioco. Al traguardo volante dedicato alla memoria di Antony Orsani è stato Samuele Matteini (Alba Orobia Biassono) a transitare per primo, precedendo il tentativo in solitaria dello sloveno Tim Olenik, fratello minore di Maks Olenik, vincitore della Coppa d’Oro 2025.
La corsa è quindi entrata nella sua fase decisiva. Il terzo e ultimo traguardo volante, novità dell’edizione 2026 e dedicato alla memoria di Stefano Casagranda, ha visto protagonista Luca Ferro (Bustese Olonia), capace di precedere con un bel colpo di reni il trentino Nicolò Trainotti.

Stretta di mano all'arrivo tra Nicolò Trainotti (12°) e Davide Macas (foto Daniele Mosna)
Stretta di mano all'arrivo tra Nicolò Trainotti (12°) e Davide Macas (foto Daniele Mosna)

Poi, la svolta. All’inizio della tornata conclusiva, il milanese Lorenzo De Vecchi (Bustese Olonia) e Pier Davide Macas Jimenez (Libertas Laives) hanno provato ad anticipare il gruppo. Un attacco in pianura che ha sorpreso tutti e che ha permesso ai due di costruirsi un margine di vantaggio di una trentina di secondi.
Ma era sulla salita di Telve che la Coppa d’Oro avrebbe trovato il suo padrone. Quando la strada ha iniziato nuovamente a salire, Macas Jimenez ha azionato il turbo. Ha salutato De Vecchi e ha trasformato quei pochi secondi di vantaggio in un’impresa. Dietro, gli inseguitori hanno provato a reagire, ma il bolzanino ha continuato a spingere senza voltarsi, con quella caparbietà che è uno dei tratti distintivi del suo modo di interpretare il ciclismo.

Il fiume di atleti al via della Coppa d'Oro 2026 (foto Daniele Mosna)
Il fiume di atleti al via della Coppa d'Oro 2026 (foto Daniele Mosna)

Davanti a lui c’erano solo la salita, il traguardo e quelle due ali di folla che lo aspettavano. Macas Jimenez ha tagliato per primo il traguardo di via Spagolla, conquistando una Coppa d’Oro 2026 che porta la firma del coraggio. Ha vinto perché ha avuto l’istinto di attaccare, la forza di insistere e soprattutto la convinzione di poter arrivare fino in fondo quando ancora mancavano chilometri difficili da percorrere.
Una vittoria individuale, ma anche una vittoria condivisa con chi lo ha accompagnato e sostenuto per tutta la giornata: il suo direttore sportivo Fabio D’Eramo. La tradizione della Coppa d’Oro, infatti, assegna al direttore sportivo del primo classificato il titolo e il premio di “vincitore di giornata”. E D’Eramo lo è a pieno titolo. Dietro il successo di Macas Jimenez ci sono la passione, il lavoro quotidiano, la capacità di credere nel proprio corridore e di accompagnarlo nelle scelte decisive. Un successo che nasce dall’intesa tra atleta e direttore sportivo, tra chi mette le gambe e il cuore sulla strada e chi, dalla macchina, sa leggere la corsa e alimentare la fiducia.

Il podio della Coppa d'Oro 2026 (foto Luca Franchini/Pegasomedia)
Il podio della Coppa d'Oro 2026 (foto Luca Franchini/Pegasomedia)

Alle spalle del vincitore, la volata per il secondo posto ha premiato al fotofinish il friulano Sebastiano D’Aiuto, uno dei grandi favoriti della vigilia. Quarto l'aviense Erik Magagnotti, che aveva imboccato il rettilineo d’arrivo in ottima posizione senza però trovare il rapporto giusto. Per lui sono arrivati anche i complimenti del fratello Alessio, vincitore della Coppa d’Oro nel 2023 e oggi già affermato tra i professionisti.
La top five è stata completata dal marchigiano Giulio Vitali, mentre il premio riservato al miglior classificato tra gli atleti di casa del Veloce Club Borgo è andato a Ramiro Voltolini.
Tra i piazzamenti trentini da segnalare anche il 12° posto di Nicolò Trainotti (Forti e Veloci).

Erik Magagnotti, il migliore dei trentini, assieme al fratello Alessio (foto Luca Franchini/Pegasomedia)
Erik Magagnotti, il migliore dei trentini, assieme al fratello Alessio (foto Luca Franchini/Pegasomedia)

Ordine d'arrivo

1. Pier Davide Macas Jimenez (Libertas Laives) 88 km in 2h09’50” (media 40,668 km/h)
2. Sebastiano D’Aiuto (Pedale Manzanese) a 7”
3. Samuele Matteini (Alba Orobia-Biassono) st
4. Erik Magagnotti (Ciclistica Monselice) st
5. Giulio Vitali (Ethica Zero24 Cycling) st
6. Davide Sdruccioli (Sc Renati) st
7. Luca Ferro (Bustese Olonia) st
8. Matteo Gualtieri (Salus Ciclistica Seregno) st
9. Gal Klun (Pogiteam Uae Generali) st
10. Denis Lebar (Kk Tropovci) st
12. Nicolò Trainotti (Forti e Veloci) st
21. Ramiro Voltolini (Veloce Club Borgo) st
25. Pietro Valenti (Ciclistica Dro) st
32. Samuel Dal Molin (Us Montecorona) st

ORDINE D'ARRIVO

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