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Zambanini terzo al Tour of Antalya: «Contento, anche se...»

Un passo alla volta, sempre in avanti. Dopo quanto di buono fatto nelle prime due annate tra i professionisti, Edoardo Zambanini ha iniziato la stagione 2024 con l’obiettivo di compiere un ulteriore salto di qualità: in quest’ottica, il terzo posto conquistato dal classe 2001 di Dro nella classifica finale del Tour of Antalya rappresenta un ottimo punto di partenza.

Edoardo Zambanini, protagonista in Turchia (foto Sprint Cycling/Bahrain Victorious)
Edoardo Zambanini, protagonista in Turchia (foto Sprint Cycling/Bahrain Victorious)

Il passista-scalatore trentino della Bahrain-Victorious ha preso il via alla corsa a tappe turca (quattro le frazioni in programma) da capitano della squadra. Il team, quanto meno nella prima parte della stagione, ha deciso di proporgli un calendario magari meno prestigioso rispetto al recente passato, ma con maggiori responsabilità, in modo da testarlo e permettergli di proseguire nel suo graduale percorso di crescita.
Zambanini ha risposto “presente”, nonostante il terzo posto finale non lo soddisfi appieno. Il droato ha chiuso terzo nella tappa regina, quella di sabato, che ha dato una precisa fisionomia alla classifica, come preventivato. La vittoria, in quel caso, è andata al ventunenne della Polti Kometa Davide Piganzoli, che ha preceduto di 18” il classe 2003 della Bardiani Alessandro Pinarelli e di 24” Zambanini. La graduatoria è rimasta immutata anche al termine della frazione conclusiva, andata in scena oggi, con gli uomini della Tudor e della Uno-X che hanno provato a far saltare il banco, senza però riuscirci, complice il grande lavoro svolto dalla Bahrain-Victorious, con Zambanini in prima linea.
La vittoria di giornata è andata all’olandese della Tdt-Unibet Cycling Hartthijs De Vries, che ha regolato allo sprint i cinque compagni di fuga, con Fabio Van Den Bossche (Alpecin-Deceuninck) e Alessandro Fancellu (Q36.5) alla sua ruota. La volata di gruppo, che ha pagato un ritardo di 21”, è stata vinta dal polacco della Q36.5 Szymon Sajnok, settimo nell’ordine d’arrivo. Ventesimo Zambanini, che ha così conservato il terzo posto in classifica generale, con un podio tutto tricolore.

Le parole di Zambanini

«È stata una bellissima esperienza – spiega Zambanini, che abbiamo raggiunto al telefono poco dopo il termine della corsa -. Era da un po’ di tempo che non disputavo una corsa da capitano della squadra, con responsabilità di classifica. Mi era capitato al primo anno da professionista, al Giro d’Ungheria, e anche lì non andò male, chiusi quarto».
Ora Edoardo ha compiuto un passo avanti. «Questa volta è andata un po’ meglio – aggiunge il classe 2001 di Dro -, anche se sabato, nella tappa regina, forse si poteva fare qualcosa di meglio. Quando è scattato Piganzoli, che ha poi vinto, avevamo appena chiuso sul suo compagno di squadra Double, uno dei corridori che temevamo di più. Piganzoli è scattato in contropiede, ci siamo guardati un attimo di troppo e lui ha guadagnato quei secondi che poi gli hanno permesso di vincere la tappa».
L’impressione è che Zambanini senta di non aver raccolto il massimo, in virtù dell’ottima condizione fisica messa in mostra. «Mi sono messo a guidare l’inseguimento, cercando di mantenere un ritmo alto – precisa Zambanini -. Da dietro è scattato Pinarello. Mi ha anticipato. Quando ho realizzato la cosa, era già qualche metro avanti e non sono più riuscito a riprenderlo. L’ultimo chilometro e mezzo della salita conclusiva era davvero impegnativo e, a conti fatti, il terzo posto non è comunque da buttare».
C’è stato da battaglia fino alla fine, anche nell’ultima giornata di gara. «Tudor e Uno-X hanno cercato di far saltare il banco – conclude Zambanini -. La fuga nata a metà tappa aveva guadagnato due minuti. La Polti Kometa si è messa davanti a tirare, ma non quanto basta per scongiurare il pericolo. Quindi abbiamo iniziato a dare dei cambi anche noi e nel finale ho dato tutto quello che avevo. Abbiamo riportato il distacco sotto i 30” e così mi sono garantito un posto sul podio. Il livello dei partecipanti non era di primissimo piano, come in altre gare, ma analizzando i valori siamo andati forte. Ho provato buone sensazioni e questo è un aspetto importante: vorrei che il 2024 fosse l’anno della svolta per me, ma bisogna fare un passo alla volta. In Turchia ho fatto il primo».

Autore
Luca Franchini
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