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Tre trentini a Pasqua sulle pietre della Parigi-Roubaix

Gianni Moscon, Matteo Trentin e Daniel Oss. Sono tre i trentini che, nel giorno di Pasqua, pedaleranno sul massacrante pavé della Parigi-Roubaix. I tre arrivano all’appuntamento con percorsi di avvicinamento e ambizioni differenti, ma tutti con le qualità e le caratteristiche necessarie per rivestire un ruolo di primo piano nello sviluppo della corsa.

Gianni Moscon, 4° alla Parigi-Roubaix nel 2021 (foto Astana)
Gianni Moscon, 4° alla Parigi-Roubaix nel 2021 (foto Astana)

I chilometri da percorrere saranno 256,6, di cui 54 sul pavé, suddivisi in 29 settori.

Gianni Moscon, un’affascinante incognita

Il classe 1994 di Livo è già stato capace di lasciare il segno sul pavé della terza Monumento della stagione, quinto nel 2017, quarto nel 2021, non senza rimpianti. Due anni fa Gianni era lanciato verso una possibile vittoria, ma venne frenato prima da una foratura e poi da una caduta. L’Italia del pedale esultò comunque con Sonny Colbrelli, mentre il trentino dovette accontentarsi di un piazzamento ai piedi del podio. La stagione di Moscon non è certo iniziata sotto la migliore stella, costretto subito a fermarsi a causa della frattura alla clavicola patita in gennaio al Santos Tour Down Under.
Questa mattina il noneso ha abbandonato la Spagna e il Giro dei Paesi Baschi per prendere la volta di Parigi. L’Astana ha deciso come e comunque di puntare su di lui per la classica del pavé: i favoriti sono altri, ma se Gianni dovesse trovare la giornata giusta e il colpo di pedale dei giorni migliori...

Trentin, “outsider” di lusso

Il corridore originario di Borgo Valsugana non ha mai manifestato un particolare amore con la Parigi-Roubaix, con cui sembrava poter stringere amicizia lo scorso anno. A rovinare il tentativo di riavvicinamento tra i due, però, ci pensò la sfortuna: prima un problema alla catena nel bel mezzo della Foresta di Arenberg. Poi una caduta, una volta che il forte atleta della Uae Emirates era riuscito a riportarsi sui migliori.
Matteo ci riproverà quest’anno, forte di una certezza: la condizione fisica messa recentemente in mostra al Giro delle Fiandre (10° al traguardo, dopo aver lanciato Pogacar verso il successo) è ottima. Si tratterà di saper sfruttare le eventuali opportunità che verranno a crearsi. Trentin, che in quanto a lettura della corsa è secondo a pochi, ha già disputato nove volte la «Roubaix»: che la decima sia quella buona?

Daniel Oss, il «veterano» della Roubaix

Nel giorno di Pasqua, il classe 1987 originario di Pergine Valsugana si presenterà al via della classica delle pietre per la tredicesima volta in carriera. Come miglior risultato ha un 21° posto nel 2017, ma il trentino della TotalEnergies si è più volte rivelato determinante ai fini del risultato di squadra, lui che è da anni uno dei gregari più forti e affidabili presenti in gruppo. Chiedere a Greg Van Avermaet, che deve una bella fetta del successo conquistato a Roubaix nel 2017 (allora in maglia Bmc) proprio a Oss. Domenica Daniel farà sarà al fianco di Peter Sagan, assieme al quale festeggiò la vittoria nel 2018: lo slovacco non è quello di cinque stagioni fa, ma è pur sempre Sagan. E Oss è Oss, garanzia di affidabilità.

Autore
Luca Franchini
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