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A Pinot l’ultima tappa, a Romain Bardet il Tour of the Alps

È la Marsigliese a fare da colonna sonora all’edizione 2022 del Tour of the Alps. Thibaut Pinot è andato a prendersi l’ultima tappa, riscattando la delusione patita giovedì all’ombra del Grossglochner, mentre Romain Bardet ha fatto saltare il banco, detronizzando Pello Bilbao e andando a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della corsa euroregionale.

Romain Bardet alza il trofeo del vincitore (foto Josef Vaishar)
Romain Bardet alza il trofeo del vincitore (foto Josef Vaishar)

Si sapeva che ci sarebbe stata battaglia e così è stato, complice il disegno del percorso, che ha reso incerta la sfida per il titolo fino all’ultimo. La frazione conclusiva, 114 chilometri con partenza e arrivo a Lienz, era tanto breve quanto nervosa, resa ancora più selettiva dalla pioggia che ha accompagnato la carovana.
Pinot, beffato all’ultimo chilometro giovedì da Miguel Angel Lopez, ci ha riprovato e questa volta ce l’ha fatta.
Assieme a lui ce l’ha fatta anche Bardet, che ha strappato di dosso la maglia di leader a Pello Bilbao sull’ultima salita del percorso, quella dello Stronach, quattro chilometri con una pendenza media del 12,4% e punte oltre 15%.
Le ambizioni del capitano del Team Dsm sono state alimentate a suon di pedalate dal suo compagno di squadra Thymen Arensman, che in stagione si era già messo in mostra alla Tirreno-Adriatico.
Il ventiduenne olandese, a propria volta, si è garantito un posto sul podio al Tour of the Alps, terzo - e maglia bianca di miglior giovane - alle spalle di Bardet e dell’australiano della Groupama-Fdj Michael Storer, l’unico tra gli uomini di classifica a riuscire a tenere il passo della coppia del team Dsm.
A Lienz è andata in scena una sfida nella sfida. Quella per la vittoria di tappa, riservata ai fuggitivi della prima ora, e quella per il successo finale, con Bilbao che ha preso il via con appena 2” di vantaggio su Bardet. I chilometri da percorrere erano appena 114, ma tutt’altro che banali, con oltre 2200 metri di dislivello e le severe rampe del Bannberg, della salita di Oberasling e dello Stronach da affrontare in sequenza, a precedere lo strappo di 600 metri che conduceva all’arrivo, posto a Lienz Zettersfeldbahn.
Il gruppo dei big ha lasciato fare e in quattordici sono riusciti a prendere il largo, tra cui anche il trentino Davide Bais, poi costretto a mollare la presa di fronte al forcing di Pinot, che è riuscito a fare la differenza assieme allo spagnolo dell’Astana David De La Cruz.
I due sono andati a giocarsi la vittoria di tappa: Pinot ha staccato il rivale lungo l’ascesa dello Stronach, ma i 18” guadagnati in salita non gli sono bastati.
L’iberico è rientrato sul francese, che allo sprint è però riuscito a imporsi, cancellando la delusione patita 24 ore prima: dalle lacrime di rabbia a quelle – ben più dolci - di gioia.
Il transalpino è tornato ad alzare le braccia al cielo a distanza di quasi tre anni dall’ultima volta, da quando vinse la tappa del Tour de France 2019 con arrivo sul Tourmalet.

Thibaut Pinot esulta sul traguardo di Lienz (Josef Vaishar)
Thibaut Pinot esulta sul traguardo di Lienz (Josef Vaishar)

De La Cruz ha pagato un ritardo di 7”, con il tedesco Lennard Kämna terzo a 1’46”, anche lui tra i promotori della fuga assieme al diciannovenne Igor Arrieta (quarto a 2’43”), al norvegese Torstein Traeen (quinto a 3’26”) e al costaricano Andrey Amador (sesto a 8’09”), gli unici riusciti a resistere al ritorno del gruppo.
Alle loro spalle è andata in scena la lotta per il titolo. Pello Bilbao è andato in difficoltà già lungo le prime rampe della salita dello Stronach, l’ultima difficoltà altimetrica dell’edizione 2022 del Tour of the Alps. Bardet, supportato da uno scatenato Arensman, ha affondato il colpo, con Storer nel mezzo, da applausi pure lui.
Storer è riuscito a prendere un leggero vantaggio nel tratto conclusivo e a garantirsi il secondo posto nella generale a 14” da Romain Bardet, che ha tagliato il traguardo a braccia alzate assieme ad Arensman, terzo nella graduatoria finale a 16”.

L'abbraccio tra Bardet e Arensman (foto Tornanti.cc)
L'abbraccio tra Bardet e Arensman (foto Tornanti.cc)

Pello Bilbao ha accusato un distacco di 39” da Bardet, costretto ad accomodarsi ai piedi del podio. La sfida tra i due si rinnoverà al Giro d’Italia. Sarà un’altra storia, tutta da scrivere.

Così i trentini

Il migliore dei tre trentini in gara è stato Mattia Bais (Drone Hopper-Androni), 47° a 13'27", mentre suo fratello Davide (che era entrato nella fuga di giornata) ha chiuso 55° a 14'36". Oltre i 20' il distacco accumulato dal neoprofessionista Edoardo Zambanini, che durante tutta la settimana ha svolto un lavoro encomiabile in favore del suo capitano Pello Bilbao. Non è arrivato il grande risultato, ma il ventunenne di Dro ha dimostrato di meritare un posto in gruppo.

Ordine d’arrivo quinta tappa

1. Thibaut Pinot (Groupama-Fdj) 114,5 km in 3h09’24” (media 36,272 km/h)
2. David De La Cruz (Astana) a 7”
3. Lennard Kämna (Bora-Hansgrohe) a 1’46”
4. Igor Arrieta (Equipo Kern Pharma) a 2’43”
5, Tortstein Traeen (Uno-X Pro Cycling) a 3’26”
6. Andrey Amador (Ineos Grenadiers) a 8’09”
7. Michael Storer (Groupama-Fdj) a 8’36”
8. Romain Bardet (Team Dsm) a 8’38”
9. Thymen Amersman (Team Dsm) st
10. Attila Valter (Groupama-Fdj) a 9’15”
12. Pello Bilbao (Bahrain-Victorious) a 9’15”
47. Mattia Bais (Drone Hopper-Androni) a 13’24”
55. Davide Bais (Eolo-Kometa) a 14’36”
Edoardo Zambanini (Bahrain-Victorious) fuori tempo massimo

Classifica generale finale

1. Romain Bardet (Team Dsm)
2. Michael Storer (Groupama-Fdj) a 14”
3. Thymen Arensman (Team Dsm) a 16”
4. Pello Bilbao (Bahrain-Victorious) a 37”
5. Attila Valter (Groupama-Fdj) a 49”
6. Felix Gall (Ag2r) a 53”
7. Richie Porte (Ineos Grenadiers) a 1’00”
8. Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) a 1’57”
9. Hugh Carthy (Ef Education-EasyPost) a 2’08”
10. Pavel Sivakov (Ineos Grenadiers) a 2’13”
46. Mattia Bais (Drone Hopper-Androni) a 31’30”
59. Davide Bais (Eolo-Kometa) a 47’54”

Autore
Luca Franchini
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