ciclismo.sportrentino.it
SporTrentino.it
Varie

Lucca ai saluti: «Mi piacerebbe rimanere nel ciclismo»

Ogni cosa ha un inizio e una fine. Riccardo Lucca ha provato spingere il più in là possibile la decisione che un atleta mai vorrebbe prendere, quella di dire "basta". Il classe 1997 di Rovereto lo ha fatto oggi al Tour of Poyang Lake (leggi l'articolo).

Riccardo Lucca (a destra) insieme al fratello minore Simone al Tour of Poyang Lake
Riccardo Lucca (a destra) insieme al fratello minore Simone al Tour of Poyang Lake

«La scelta è un po particolare da spiegare - ci racconta Riccardo dalla Cina -. Dopo le due stagioni da prof, con la fatica che ho fatto a passare, mi ero trovato un po' con le spalle al muro e nessuno mi aveva cercato. Avevo poi trovato un rilancio con il team Karcag e poi quest'anno in Asia, dove mi era piaciuto molto l'ambiente ciclistico, da quando avevo corso il Qinghai Lake nel 2023 e 2024».

Un primo piano di Riccardo Lucca, classe 1997 di Rovereto
Un primo piano di Riccardo Lucca, classe 1997 di Rovereto

Quanto è maturata la scelta?
«La scelta è maturata nella seconda parte di stagione, la routine professionale che ogni atleta si crea e lo riesce a mantenere in "equilibrio" si era un po incrinata e ho iniziato a faticare ad allenarmi. Ne è seguita la difficoltà a trovare un ingaggio per il prossimo anno e anche altri aspetti personali e della vita in generale hanno influito, con questo sport che ti può dare tutto forché stabilità nel mondo reale».

La decisione, quindi, era matura da un po'...
«Nell'ultimo periodo ho valutato bene il da farsi, arrivando a questa decisione. La avevo già presa in considerazione l'inverno scorso, ma volevo ancora correre e quindi avrei lasciato con l'amaro in bocca. Quest'anno la scelta è arrivata più naturale, ho dato il massimo fino all'ultima gara: una vittoria nella seconda tappa e nella nona un attacco nel finale con mio fratello Simone, con cui ho rischiato di prendere la maglia di leader. Devo dire che è stata una delle gare in cui mi sono divertito di più nell'ultimo periodo».

Poter condividere le ultime pedalate con tuo fratello Simone ha reso tutto ancora più speciale.
«Anche se ero a correre in Cina, mio fratello è riuscito a raggiungermi ottenendo l'invito per la sua squadra (Sporing Clug Gragnano, ndr) a questa corsa e ha voluto fermamente parteciparvi, penso anche per essere presente in questa giornata particolare».

Che emozioni hai provato?
«L'ultimo ballo oggi è stato un misto tra belle emozioni e sorrisoni e lacrime sotto gli occhiali scuri. Mi avevano chiesto se fosse stata la mia ultima gara e io ho risposto di non fare nessuna celebrazione perché sono fatto cosi. Alla partenza, poi, mi hanno sorpreso ed è stato bellissimo, un gesto tanto semplice quanto apprezzato e di valore».

Anche in termini di prestazione sportiva, non poteva esserci chiusura migliore.
«Ieri ho dato tutto e abbiamo provato in ogni modo a tirare fuori qualcosa dalla tappa più dura della corsa, ma non abbiamo finalizzato l'attacco che avevamo studiato io e Simone, assieme al ragazzo con cui mi stavo giocando la maglia dei Gpm. Oggi abbiamo chiuso su un circuito cittadino abbastanza tecnico, ma che mi ha fatto assaporare di più quello che stava succedendo».

Gli ultimi chilometri hanno avuto un sapore speciale.
«L'ultimo giro me lo sono proprio goduto, gpx con mappa e conto alla rovescia sul mio contachilometri, fino ad arrivare al finale, anche se dovevo stare in gara e vigile perché ero quarto in generale a pochi secondi e non potevo permettermi di prendere distacchi. Venti, dieci, cinque cbhilometri, fino alla neutralizzazione dei -3: lì, veramente, vo iniziato a capire quel che stava succedendo e a godermi le ultime pedalate, fino ai saluti e ai ringraziamenti in squadra, a tutti gli amici che erano chi lì con me, chi a distanza».

Cosa ti lascia il ciclismo?
«Il ciclismo mi lascia un sacco di emozioni belle e brutte, una vera scuola in cui ho imparato a vivere e fare fatica per ottenere risultati, viaggi in ogni parte del mondo e un gruppo di persone che ho conosciuto in ogni posto e squadra, amici sui quali so di poter sempre contare in futuro».

E ora?
«Il mio viaggio non finisce qui, ora mi piacerebbe trovare un'occupazione sempre nel mondo delle due ruote, con qualche squadra magari. Sono già in possesso di tutte le abilitazioni necessarie per collaborare in gara, oppure anche nelle gare in regione con il Moto Club Trento e chissà, in futuro potrebbe pure nascere la possibilità di organizzare qualche bella gara che manca tanto al nostro territorio».

© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 0,141 sec.