Brandon Fedrizzi settimo nella corsa iridata junior a Montreal
«Parto per provare a vincere». Brandon Fedrizzi non aveva nascosto le proprie ambizioni alla vigilia della gara più importante della stagione, quella dei Mondiali di Montreal, abituato alle pressioni, a giocare a carte scoperte, senza troppi giri di parole o frasi di circostanza. In Canada, nella corsa su strada riservata alla categoria junior, il giovane azzurro si è però dovuto accontentare di un settimo posto, non senza averci provato. Il piazzamento non è comunque da buttare, seppur le ambizioni fossero altre.
Il diciottenne bolzanino, al pari di tutti gli altri candidati al titolo, ha trovato davanti a sé un Benjamin Noval incontenibile, capace di siglare una storica doppietta. Il figlio d’arte (l’omonimo padre fu professionista con le maglie di Discovery, Astana e Saxo Bank) ha bissato il titolo conseguito mercoledì nella cronometro, indossando la maglia iridata per due volte nel breve volgere di tre giorni. Il tutto, a diciotto anni ancora da compiere: il giovane spagnolo, che ha già firmato un contratto biennale (2027 e 2028) con la formazione World Tour Netcompany Ineos, festeggerà la maggiore età l’8 ottobre prossimo.
Oggi a Montreal ci si aspettava una corsa selettiva, una gara ad eliminazione. Non poteva essere altrimenti, visti i 2700 metri di dislivello positivo da coprire lungo i 134 chilometri del percorso, distribuiti su dieci tornate di un impegnativo circuito di 13,4 chilometri. Fedrizzi non ha giocato d’attesa: il bolzanino, forte delle ottime sensazioni con cui si è presentato in terra canadese, ha rotto gli indugi a poco meno di 60 chilometri dal traguardo, lanciandosi all’inseguimento dei tre corridori che in quel momento guidavano la corsa, ovvero il francese Lancelot Gayant, il belga Sander Willems e il norvegese Sindre Orholm-Lonseth. Alla ruota dell’azzurro si sono portati altri sei atleti, mentre da dietro è poi rientrato il veronese figlio d’arte Patrik Pezzo Rosola: assieme a lui anche Noval, ospite tutt'altro che desiderato.
In testa alla corsa si è formato un drappello di una decina di unità, che si è ben presto sgretolato. Noval ha sferrato un paio di frustate, con Fedrizzi subito pronto a portarsi sulla sua ruota, mentre i fuggitivi della prima ora si vedevano costretti ad alzare bandiera bianca. Poi un nuovo forcing di Noval, questa volta letale per l’altoatesino.
Lo spagnolo ha piazzato la stoccata definitiva all’inizio del penultimo giro, a 27 chilometri dal traguardo, rendendosi poi protagonista di un memorabile assolo. Gli applausi, al traguardo, sono stati tutti per lui, mentre alle sue spalle andava in scena la lotta per le medaglie.
L’argento è finito al collo del francese Simon Defrance (a 42”), mentre sul terzo gradino del podio (a 2’12”) è salito lo svedese Elias Wändel.
Fedrizzi ha chiuso settimo a 2’26”, brillante per tre quarti di gara, poi calato nel finale, con Pezzo Rosola decimo. Il bolzanino ora comincia a guardare all’anno che verrà, quello che segnerà il suo passaggio tra gli under 23: l’atleta cresciuto nel vivaio della Giac Virtus e della Forti e Veloci, ora in forza alla Borgo Molino, ha già firmato un contratto che lo legherà per quattro stagioni alla belga Lotto Intermarché, inizialmente inserito nel roster della formazione development, in vista della successiva promozione nel team World Tour.
Il 2026 rimarrà comunque un anno memorabile per l’altoatesino, che quest'anno ha messo in bacheca tredici vittorie, tra le quali spiccano quelle conseguite alla E3 Saxo Classic in Belgio, alla Corsa della Pace in Repubblica Ceca e nella prova di Coppa delle Nazioni in Ungheria, mentre l’ultimo successo era arrivato proprio alla vigilia dei Mondiali, il 13 settembre al prestigioso Trofeo Buffoni.
Fedrizzi: «Lo spagnolo ne aveva più di tutti»
Il commento a fine corsa di Fedrizzi è quanto mai onesto. Il bolzanino non cerca alibi, conscio di aver dato tutto quello che aveva nelle gambe. «La corsa, a una trentina di chilometri dal traguardo, si era messa bene - ha spiegato Fedrizzi -. Lo spagnolo, però, ne aveva più di noi, più di tutti. Ho cercato di stuzzicarlo, sapendo che è più forte di me in salita, ma non c'è stato nulla da fare. Ho provato ad anticipare, ma non è bastato».
Ordine d’arrivo
1. Benjamin Noval (Spa) 134 km in 3h23’35” (media 39,492 km/h)
2. Simon Defrance (Fra) a 42”
3. Elia Wändel (Swe) a 2’12”
4. Owen Kings (Ger) st
5. Michael Hettegger (Aut) st
6. Gal Stare (Slo) a 2’17”
7. Brandon Fedrizzi (Ita) a 2’26”
8. Enzo Hincapie (Usa) st
9. Sander Willems (Bel) st
10. Patrik Pezzo Rosola (Ita) st