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Campana e Ferrante, le ragazze d'oro del ciclismo trentino

Il piccolo Trentino è grande sul palcoscenico Mondiale. A renderlo tale ci hanno pensato due giovani promesse del ciclismo locale, Agata Campana e Maya Ferrante, autentiche reginette dei Campionati del Mondo juniores su pista di Heusden-Zolder, in Belgio.

Maya Ferrante e Agata Campana in maglia iridata con le medaglie
Maya Ferrante e Agata Campana in maglia iridata con le medaglie

Le due pistard sono state celebrate ieri al Cafè Fontanari di via Degasperi a Trento in occasione della festa organizzata in loro onore dal Comitato Fci di Trento, alla presenza delle autorità sportive e politiche e, soprattutto, delle due promettenti atlete e delle loro famiglie, supporto immancabile e indispensabile nel loro percorso di crescita.
Campana e Ferrante hanno trainato la spedizione azzurra firmando ben sei delle sedici medaglie complessive della nazionale, conquistando tre ori e tre argenti, che valgono oltre un terzo del bottino tricolore. Un risultato che assume proporzioni ancora maggiori se si pensa alla realtà del nostro territorio, vuoi per le dimensioni, vuoi per l’assenza di strutture adeguate a sostenere un movimento che, nonostante tutto, continua ad eccellere. E a vincere.

Maya Ferrante e Agata Campana con Renato Beber, presidente della Fci trentina
Maya Ferrante e Agata Campana con Renato Beber, presidente della Fci trentina

Campana superstar in Belgio: «Sogno è la Milano-Sanremo»

Agata Campana è stata la regina indiscussa della rassegna iridata. La promettente classe 2008 di Trento, originaria di Treville di Castelfranco Veneto ma ormai trentina a tutti gli effetti, ha collezionato un bottino invidiabile. La forte classe 2008 ha illuminato la rassegna iridata con un bilancio formidabile: oro nella madison in coppia con Matilde Rossignoli, oro da fuoriclasse assoluta nella gara a eliminazione e argento nello scratch inaugurale, impreziosito dal quarto posto nell'omnium. Un crescendo di maturità e talento cristallino. «L'oro dell'eliminazione è quello che mi ha soddisfatto di più in assoluto - racconta Agata -. È stata la mia prima vittoria individuale a un Mondiale e mi ha riempito di gioia, soprattutto per come sono riuscita a gestire la gara tatticamente, dal primo all'ultimo giro». Ora per lei si profila il delicato salto di categoria: «So di avere ancora molto da imparare ma voglio confermarmi tra le grandi. Lavorerò duramente inseguendo il sogno olimpico e cullando quello di vincere un giorno una grande classica su strada come la Milano-Sanremo».

Il ricco bottino conquistato nel 2026 da Agata Campana
Il ricco bottino conquistato nel 2026 da Agata Campana

Il debutto da favola di Maya Ferrante e il sogno olimpico

Il Mondiale di Heusden-Zolder ha raccontato anche la favola di Maya Ferrante. Al primo anno nella categoria juniores, la sprinter di Pergine Valsugana (classe 2009) ha subito lasciato il segno nelle discipline veloci. Dopo una partenza in salita segnata dall'amarezza per una squalifica di squadra nella team sprint, ha imboccato la via del riscatto conquistando l'argento nella velocità e firmando un capolavoro nel keirin, dominato con una folle volata di quasi 400 metri. Di spessore anche l'argento nel chilometro da fermo, chiuso con il tempo stratosferico di 1’07”364 (media di 53,441 km/h): un primato italiano e la seconda prestazione mondiale all-time di categoria. «È stato un Mondiale pazzesco, iniziato male ma finito come meglio non avrei mai potuto sperare» confessa Maya. «La medaglia d'oro nel keirin è la più bella e inaspettata. Ho un piccolo rammarico solo per il chilometro: ho migliorato il precedente record del mondo ma non è bastato per vincere l'oro, segno che il livello è altissimo». Il suo sguardo è già rivolto al futuro: «I Giochi Olimpici del 2028 forse arrivano troppo presto, ma il 2032 è l'obiettivo concreto su cui costruire la mia carriera».

Autore
Luca Franchini
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