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Magagnotti trionfa davanti a Magnier e sbarca tra i grandi

Alessio Magagnotti è ufficialmente sbarcato tra i grandi. Le tre vittorie di tappa conquistate in primavera all’Istrian Spring Tour e al Tour de Bretegne, gare professionistiche minori, avevano già un loro peso specifico per il diciannovenne di Avio, che oggi ha scalato un nuovo gradino verso l’olimpo del ciclismo ed è salito agli onori delle cronache al Giro di Germania (Deutschland Tour), corsa di categoria Uci 2.Pro, appena sotto il World Tour: una gara del livello del Tour of the Alps, per tradurre il tutto in termini maggiormente comprensibili.

L'esultanza di Alessio Magagnotti, in trionfo nella terza tappa del Giro di Germania (foto Red Bull-Bora Hansgrohe)
L'esultanza di Alessio Magagnotti, in trionfo nella terza tappa del Giro di Germania (foto Red Bull-Bora Hansgrohe)

Magagnotti, che anagraficamente è un atleta al primo anno da under 23, ha vinto la terza tappa della corsa tedesca. Ha esultato sul traguardo di Offenbach an der Queich e lo ha fatto alzando il pugno davanti alla faccio di uno dei velocisti più forti del panorama internazionale, il francese Paul Magnier, vincitore di tre tappe e della maglia della classifica a punti al Giro d’Italia 2026, nonché fresco trionfatore alla Classica di Amburgo. Terzo il portoghese Juri Leitao, altro velocista di indubbio pedigree, campione olimpico su pista dell’americana e iridato dell’omnium nel 2023. Pure i tedeschi Max Walscheid (Lidl-Trek) e Phil Bauhaus (Bahrain-Victorious) sono corridori mica da poco. Tutti dietro, tutti alle spalle dell’aviense, che ora è pronto a spiccare il volo verso i traguardi che ha da sempre in mente, fin da piccolo. Il sogno, enorme, è la Parigi-Roubaix: non c’è fretta, ma l’impressione è che Alessio abbia mezzi e determinazione per realizzarne più d’uno di quei sogni.
Magagnotti non è mai stato atleta dalle grandi celebrazioni, vuoi perché è così di carattere, vuoi perché i successi conseguiti finora hanno sempre rappresentato per lui delle tappe di passaggio e non un punto d’arrivo. Oggi la gioia era grande, immensa, difficile da gestire tra gli abbracci e i buffetti dei compagni di squadra, condivisa pure con un altro trentino, l’ex professionista grestano Cesare Benedetti, ora direttore sportivo della Red Bull-Bora Hansgrohe. Il quadretto di giornata è di quelli da incorniciare e da appendere al muro dei ricordi.

Ordine d’arrivo

1. Alessio Magagnotti (Red Bull-Bora Hansgrohe) 197 km in 4h40’13” (media 42,182 km/h)
2. Paul Magnier (Soudal Quick-Step) st
3. Iuri Leitao (Caja Rural-Seguros) st
4. Max Walscheid (Lidl-Trek) st
5. Phil Bauhaus (Bahrain-Victorious) st
6. Tobias Müller (Unibet Rose Rockets) st
7. John Degenkolb (Team Picnic PostNL) st
8. Jenthe Biermans (Cofidis) st
9. Henri Uhlig (Alpecin-Premier Tech) st
10. Marco Haller (Tudor Pro Cycling) st

Autore
Luca Franchini
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