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Zambanini s'inchina solo davanti a Magnier a Pieve di Soligo

L'appuntamento con la prima vittoria tra i professionisti è rimandato, ancora una volta, ma il secondo posto conquistato oggi a Pieve di Soligo, nella tappa partita da Fai della Paganella, ha un peso specifico non da poco. Edoardo Zambanini ha dovuto chinare il capo solamente al cospetto del re delle volate del Giro d'Italia 2026 Paul Magnier e si è preso il lusso di mettere la propria ruota davanti a quella di mamassantissima degli sprint quale Jonathan Milan.

Magnier esulta, seguito da Zambanini, che precede Milan (foto Giro d'Italia/LaPresse)
Magnier esulta, seguito da Zambanini, che precede Milan (foto Giro d'Italia/LaPresse)

Se la piazza d'onore maturata lo scorso anno sul traguardo di Matera (dietro a Pedersen) aveva i contorni del successo mancato, non si può dire altrettanto di quella maturata in terra trevigiana, che molto somiglia a una vittoria: è nell'aria, arriverà.
Milan potrà avere i suoi buoni motivi per cui essere deluso. Non certo Zambanini, che aveva puntato la frazione di Pieve di Soligo, spumeggiante come le terre che ne hanno ospitato il finale. Fino a poco prima dell’imbocco del Muro di Ca’ del Poggio, punto di snodo della corsa, ha raccolto nuovi applausi (gli ennesimi) Mattia Bais. Il classe 1996 di Nogaredo, già in fuga mercoledì nella Cassano d’Adda-Andalo e più volte anche nei giorni precendenti, ha trovato il coraggio e la forza - non si sa dove - per provarci di nuovo. Lo ha fatto assieme al compagno di squadra Andrea Misfud, al quale in seconda battuta si sono aggiunti pure James Shaw (Ef Education) e Jonas Geens (Alpecin-Premier Tech).
Il 29enne della Polti VisitMalta sperava di poter vivere una giornata simile a quella vissuta domenica scorsa a Milano, magari con un esito migliore. Nel capoluogo lombardo, il corridore lagarino sfiorò il bersaglio grosso assieme a Mirco Maestri. Oggi non c’è stato modo di trovare riscatto a quella parziale delusione.

Mattia Bais al termine della propria fatica (foto SporTrentino.it)
Mattia Bais al termine della propria fatica (foto SporTrentino.it)

Il gruppo non ha lasciato troppo spazio ai coraggiosi di giornata, un paio di minuti scarsi al massimo, con la Lidl-Trek di Milan e la Soudal Quick-Step di Magnier ingolosite da una delle ultime occasioni per puntare allo sprint vincente.
Sul Muro di Ca’ del Poggio ha operato il forcing la maglia bianca Afonso Eulalio, doppiamente bravo, perché lo ha fatto dopo una caduta ai -49 chilometri dall’arrivo, in occasione di un rifornimento. Rientrato in gruppo, con tanto di medicazione volante, il portoghese ha cercato la frustata vincente: il plotone si è spaccato in due tronconi, Eulalio ci ha provato fino all’ultimo assieme al norvegese Kulset (Uno-X), ma a 1200 metri dall’arrivo Soudal e Lidl-Trek hanno operato l’aggancio.
A quel punto, occhi puntati sui velocisti, con un ultimo chilometro tecnico, su fondo bagnato. Zambanini, brillante e lucido nel convulso tratto conclusivo, ha imboccato l’ultima curva in terza posizione, perfetto. Poi si è giocato le proprie carte allo sprint, testa a testa con Magnier e Milan, con papà Gianni aggrappato alle transenne a bordo strada, con la visuale coperta dalla folla accorsa in zona arrivo e poi pure dalle lacrime, di gioia.

Papà Gianni abbraccia Edoardo dopo l'arrivo (foto SporTrentino.it)
Papà Gianni abbraccia Edoardo dopo l'arrivo (foto SporTrentino.it)

Niente vittoria per il figlio Edoardo, ma un secondo posto pesante. A mente fredda potrà forse bruciare, ma l’ordine d’arrivo va letto per quello che è: non è una sconfitta, ma un altro passo avanti. I tifosi di Zambanini e i suoi tanti estimatori oggi hanno vissuto emozioni forti, chi in presa diretta, chi in piedi sul divano. Il successo è maturo, arriverà. Se le gambe girano così, sorrette dalla capacità di leggere il finale di corsa dimostrata oggi, non passerà ancora molto tempo. C’è da scommetterci.

Edoardo Zambanini intervistato a fine gara (foto SporTrentino.it)
Edoardo Zambanini intervistato a fine gara (foto SporTrentino.it)

Autore
Luca Franchini
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