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Pellizzari completa l'opera a Bolzano: il Tour of the Alps è suo

Il digiuno, che durava ormai da tredici anni, è finito. A romperlo è Giulio Pellizzari, che trionfa a Bolzano e riporta in alto il tricolore al Tour of the Alps dopo una lunga astinenza: l’ultimo a iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro della corsa, quando ancora si chiamava Giro del Trentino, era stato Vincenzo Nibali, nell'ormai lontano 2013.

L'esultanza di Giulio Pellizzari sul traguardo di Bolzano (foto Sprint Cycling)
L'esultanza di Giulio Pellizzari sul traguardo di Bolzano (foto Sprint Cycling)

Nel 2017 l’evento è diventato euroregionale, ampliando i propri orizzonti. Li ha ampliati, grazie a questo successo, anche il marchigiano della Red Bull-Bora Hansgrohe, che aveva iniziato l’opera martedì scorso in Val Martello, vincendo l’unica frazione con arrivo in salita, la seconda. Poi ha controllato la situazione, tirando quasi i freni nella tappa di Trento, conscio del fatto che nella giornata finale ci sarebbe stato terreno a sufficienza per sferrare l’attacco decisivo. «Questo Tour si vincerà per i distacchi non per gli abbuoni» aveva preannunciato giovedì il leader della corsa. Così è stato.
Sulle strade altoatesine, questa volta quelle di Bolzano, Pellizzari ha completato l’opera, staccando tutti lungo la seconda delle due severe ascese verso il Gpm di Montoppio, per poi andare a prendersi i secondi messi in palio dal traguardo bonus posto a Cologna, a 18 chilometri dall’arrivo.
A quel punto il grosso era fatto, perché alle spalle del 22enne di Camerino crollavano uno a uno i suoi avversari. Il più tenace è stato il redivivo colombiano della Ineos Grenadiers Egan Bernal, che in salita è apparso più pimpante rispetto al compagno di squadra Thymen Arensman, in difficoltà pure nel tenere la ruota del campione uscente, l’australiano della Tudor Michael Storer.

Giulio Pellizzari in azione nella tappa finale (foto Sprint Cycling)
Giulio Pellizzari in azione nella tappa finale (foto Sprint Cycling)

Pellizzari si è lanciato nella picchiata verso Bolzano con poco più di venti secondi di margine sui tre inseguitori, ovvero Bernal, Arensman e Storer. Nel 2023, nella frazione del Tour of the Alps con arrivo a Predazzo, il marchigiano gettò alle ortiche una possibile vittoria proprio in discesa, dopo aver fatto la differenza in salita.
Da allora “Giulio da Camerino” è cresciuto parecchio, sotto tanti punti di vista, non ultimo nella tecnica messa in mostra ieri nella picchiata conclusiva. Pellizzari si è presentato per primo in Corso Italia a Bolzano, dove è andato a prendersi un successo doppio, di tappa e nella classifica generale, ideale viatico in vista del Giro d’Italia, dove indosserà i panni del capitano della Red Bull-Bora Hansgrohe.
Quest’ultima è apparsa un gradino sopra tutte, con Aleotti ideale ultimo uomo in salita per Pellizzari, che alla Corsa Rosa dovrà vedersela con qualche pezzo da novanta in più, Jonas Vingegaard in primis. Sul podio della graduatoria generale, assieme al vincitore, sono saliti Egan Bernal (che in bacheca vanta un Giro d’Italia e un Tour de France) e Thymen Arensman, ieri secondo e quarto all’arrivo a 30” da Pellizzari. Nel mezzo Storer, terzo di tappa e quarto nella generale a 1’09”.

Il podio con Bernal, Pellizzari e Arensman
Il podio con Bernal, Pellizzari e Arensman

L’ultima tappa del Tour of the Alps 2026, partita da Trento, era stata caratterizzata nelle fasi iniziali dal passaggio da Palù di Giovo, teatro del traguardo volante intitolato alla memoria di Sara Piffer, la giovane ciclista trentina (proprio di Palù) che nel gennaio 2025 fu travolta e uccisa da un automobilista nel corso di un’uscita d’allenamento.

Il traguardo volante di Palù, con il cartello "Sara sempre con noi"
Il traguardo volante di Palù, con il cartello "Sara sempre con noi"

A vincerlo è stato il toscano Tommaso Dati, che ha sfilato di dosso la maglia rossa di leader della classifica a punti al britannico Tom Pidcock, poi andato in fuga assieme ad altri undici corridori. Tra di loro anche il trentino di Nogaredo Mattia Bais (Polti VisitMalta), che è stato uno dei primi a mollare la presa, quando la corsa è entrata sul selettivo circuito finale. Poi sono entrate in azione Ineos e Red Bull e non c’è stato nulla da fare nemmeno per gli altri.

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Autore
Luca Franchini
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