Pidcock si riscatta ad Arco, Pellizzari ancora leader, Finn ko
Ci era andato vicino qualche giorno fa a Innsbruck, ma i campioni difficilmente sbagliano due volte. Questa volta Tom Pidcock si è preso la gloria al Tour of the Alps 2026, prendendosi la rivincita su Tommaso Dati in via Monache ad Arco, sede d'arrivo della terza tappa.
Giulio Pellizzari conserva la leadership, mentre Lorenzo Finn è costretto al ritiro: frattura al polso per il 19enne ligure, che ha lasciato anzitempo il gruppo, destino toccato ad altri dieci atleti. Domani saranno solamente 100 i corridori al via.
Sul traguardo di Arco, intanto, il due volte campione olimpico di mountain bike Pidcock ha dominato lo sprint, riscattando la vittoria sfuggitagli lunedì in Tirolo. Alle sue spalle, ottimo secondo posto per il giovane Tommaso Dati (Team Ukyo), mentre ha completato il podio di giornata un convincente Egan Bernal (Ineo Grenadiers). Per lo scalatore colombiano, ora, occhi puntati sulla “queen stage” di domani, che porterà la corsa da Arco a Trento.
Quello del britannico è stato un successo costruito con intelligenza e determinazione, finalizzando il lavoro dei compagni del Team Pinarello Q36.5 nel finale. Nella discesa dal Lago di Tenno, infatti, prima Mark Donovan e poi Chris Harper hanno ricucito il distacco sui due fuggitivi di giornata, Darren Rafferty (Ef Education–Easypost) e Sam Oomen (Lidl-Trek).
Sul rettilineo conclusivo, Pidcock non ha lasciato spazio agli avversari: ha prima neutralizzato il tentativo da finisseur di Ben O’Connor (Jayco-AlUla) ai meno tre chilometri, poi ha affrontato l’ultima curva in testa, imponendosi con autorità su tutta la concorrenza. Ancora Italia ai piedi del podio: quarto il 21enne Luca Paletti (Bardiani CSF Faizanè), davanti al russo Aleksandr Vlasov (Red Bull–Bora Hansgrohe).
Situazione sotto controllo per il leader della classifica generale Giulio Pellizzari (Red Bull–Bora Hansgrohe), che conserva la maglia verde nonostante un approccio prudente allo sprint. Anche lo scalatore marchigiano troverà terreno favorevole nella tappa di domani, la più impegnativa dell’intero Tour of the Alps, seppur la vera battaglia è annunciata venerdì, con la doppia ascesa di San Genesio nel finale dell'ultima frazione.
Alle spalle di Pellizzari si conferma secondo in classifica Thymen Arensman (Ineos Grenadiers) a 6”, mentre il compagno di squadra Bernal sale al terzo posto grazie ai 4” di abbuono conquistati al traguardo. Ai due “granatieri” il compito di unire le forze per mettere in difficoltà il leader, che oggi ha perso due compagni di squadra, il già citato Finn e Bock, entrambi coinvolti nella maxi caduta che ha caratterizzato le fasi iniziali della corsa.
Mattia Bais coinvolto nella maxi caduta, ma stringe i denti ed è 22°
Coinvolto nella caduta di inizio tappa anche il trentino Mattia Bais (Polti VisitMalta), che nel finale ha prudentemente tirato i freni in volata, ancora scosso dal volo e dalle botte rimediate in mattinata. Ventiduesimo posto all'arrivo per lui, mentre gli altri tre trentini in gruppo (Mattia Stenico, Davide Bais e Federico Iacomoni) sono arrivati con il gruppo dei ritardatari a 16', al termine di una giornata tutt'altro che facile.
Pidcock: «Vincere regala sempre sensazioni uniche»
«Nell’ultima corsa che ho disputato prima della caduta ero in forma smagliante, oggi invece mi sono ritrovato a soffrire in fondo al gruppo, addirittura staccato sulla prima salita: ho dovuto cambiare mentalità - spiega il britannico -. Quando sono rientrato, e ho sentito le gambe rispondere meglio sulla seconda salita, ho detto alla squadra di provare a vincere la tappa: riuscirci è stata una sensazione fantastica. Rispetto ai primi due giorni sento già dei miglioramenti: la prima tappa è stata una vera battaglia, una delle giornate più dure che abbia vissuto in sella. Sono arrivato secondo, ma è solo una parte della storia».
Pidcock ha lanciato una volata lunghissima, ma la strategia ha pagato: «Sono partito abbastanza lontano dal traguardo, non volevo rimanere incastrato perché sapevo che era la mia migliore chance per puntare al successo. Col senno di poi ho lanciato lo sprint troppo lungo, ma alla fine è andata bene».
Ora ad attendere i corridori c'è la frazione più dura sotto il profilo altimetrico. «Domani sarà la giornata più dura di questo Tour of the Alps - conclude Pidcock -, almeno in quanto a dislivello. A questo livello, dieci giorni senza bici sono tanti: ci vuole tempo per ritrovare la gamba, ma ora che la pressione è diminuita posso divertirmi».
Pellizzari: «Ringrazio la squadra, domani una tappa impegnativa»
«Sarà una gara impegnativa fino a venerdì - commenta a fine gara il leader del Tour of the Alps -. Siamo una squadra di scalatori, devo ringraziare i miei compagni che sono stati in una tappa tirata e non semplice. Peccato per la caduta di Lorenzo Finn: spero che stia bene e che possa tornare in sella al più presto. Domani ci aspetta una tappa piuttosto dura, con molti corridori racchiusi in pochi secondi in classifica. Non credo che sarà più facile rispetto a oggi».