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Per Nicola Conci sarà «un’estate italiana»

Dalla Strade Bianche del primo agosto fino all’appuntamento clou della stagione, il Giro d’Italia, dove sarà chiamato a supportare le ambizioni del proprio nuovo capitano, Vincenzo Nibali. Sono questi gli estremi del 2020 agonistico di Nicola Conci, che punta a compiere un altro passo avanti, in primis sotto il profilo della mentalità.

Nicola Conci in azione con la maglia della Trek Segafredo
Nicola Conci in azione con la maglia della Trek Segafredo

Cresciuto nel vivaio dell’Uc Valle di Cembra, mattatore nelle categorie giovanili, il promettente talento di Pergine Valsugana è passato professionista ad appena 21 anni. Ora ne ha 23 ed è alla sua terza stagione nel ciclismo che conta.
Nicola veste la maglia della Trek Segafredo, che punta al bersaglio grosso al Giro d’Italia con Vincenzo Nibali, schierando al via anche un altro asso come Giulio Ciccone. Al loro fianco ci sarà Conci, che in ottobre prenderà parte per la seconda volta alla corsa rosa, dopo il buon debutto dell’anno passato.
«Il Giro era già nei miei programmi – spiega Conci, che si sta allenando sulle strade del Trentino - Avrei dovuto farlo in maggio e lo farò anche in ottobre».

Agirai in supporto a Nibali, che punta al successo finale.
«È un onore per un giovane come me poter lavorare per un campione come Vincenzo. Il Giro d’Italia è la corsa delle corse per noi italiani. C’è un’atmosfera speciale. Quando si passa sulle strade di casa, poi, si provano emozioni indescrivibili. Lo scorso anno fu incredibile per me affrontare il Manghen».

Quest’anno ci sarà l’arrivo di tappa a Madonna di Campiglio.
«Prima di salire verso la Val Rendena affronteremo anche la salita del Bondone. Quel giorno vorrei essere in testa al gruppo a dare una mano al mio capitano. Per un giovane come me varrebbe quanto una vittoria».

Come vedi il Giro in versione autunnale?
«Sarà diverso, ma potrebbe avere i suoi lati positivi. Lo scorso anno furono poche le giornate in cui non indossammo la mantellina per la pioggia. L’unico problema potrebbe essere legato alle tappe con arrivo in quota, dove il sole se ne va prima in autunno. Credo che per far fronte a questo problema anticiperanno le partenze, cosa che non mi dispiacerebbe affatto. Preferisco partire presto che rimanere in attesa fino alle 11».

Quale sarà la tua prima corsa post emergenza sanitaria?
«Dovrebbe essere la Strade Bianche, il primo agosto. Poi ci saranno Gran Piemonte, Giro di Lombardia, Milano-Torino, Milano-Sanremo e i campionati italiani. In settembre Coppi e Bartali, Tirreno-Adriatico e le altre classiche del calendario nazionale. Dovrei correre solo in Italia quest’anno. Gli appuntamenti non mancano e così si eviteranno scomodi spostamenti. Penso sia l’ideale in questo particolare momento».

Come è stato tornare a pedalare dopo il lungo lockdown?
«È stato magico. Negli ultimi giorni prima della riapertura ho fatto davvero tanta fatica ad allenarmi sui rulli. Tornare in strada è stato magnifico. Ho trascorso tante ore in bici senza computerino e lavori specifici. Mi sono goduto i paesaggi, su tutti quello della valle dei Mocheni, e le salite. La prima che ho fatto è stata quella del Morello, da Grigno a Castel Tesino. Il secondo giorno ho fatto il Menador, un “must” per me».

Farete qualche ritiro in altura con la squadra?
«Ne faremo uno a inizio luglio, a Passo San Pellegrino, un posto caro a Nibali. I ritiri in altura li ha sempre fatti lì, fin dai tempi in cui correva con la maglia della Liquigas. Se ci sarà la possibilità, vorrei portare lui e tutti i miei compagni di squadra sulle “mie” strade. Mi piacerebbe portarli a scalare il Manghen e poi nella Valle dei Mocheni. Sarebbe un bel giro, ma penso che in quei giorni faremo spesso uscite attorno alle sei ore di durata».

Hai sempre amato il caldo. La ripresa in agosto potrebbe fare al caso tuo.
«Con il caldo sono sempre andato bene, non lo soffro. Il calendario presenterà tante corse di un giorno, che possono avere ognuna uno sviluppo differente. Qualche occasione potrebbe presentarsi e bisognerà essere bravi a saperla sfruttare».

Il tuo obiettivo per la stagione 2020?
«Mettere nel mio bagaglio d’esperienza qualcosa in più a livello mentale, da portare con me nella prossima stagione. Un corridore, quando passa professionista, punta a vincere. Anche io voglio vincere, ma in primis arrivare a fine anno contento di me stesso. Nelle ultime due annate non mi sono mai sentito pienamente contento».

LA SCHEDA DI NICOLA CONCI

Nato il 5 gennaio 1997, Nicola Conci è alla terza stagione tra i professionisti e veste la maglia della Trek Segafredo. Forte in salita e anche sul passo, Nicola ha raggiunto il professionismo ad appena 21 anni, dopo aver impressionato nelle categorie giovanili: nel 2013, da allievo, vinse in solitaria la Coppa d’Oro di Borgo Valsugana, da junior vanta un successo di tappa al prestigioso Giro della Lunigiana e un sesto posto ai Mondiali, da under 23 le affermazioni in corse internazionali come il Gp Sportivi di Poggiana e il Trofeo Città di San Vendemiano. Nel 2020 ha disputato il suo primo Giro d’Italia (chiuso al 63° posto dopo aver lavorato per la squadra), ha centrato un bel quinto posto finale all’Adriatica Ionica Race e il 17° al Tour de Pologne.

Autore
Luca Franchini
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