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Under 23

Davide Bais sogna un futuro da “pro”, con il fratello Mattia

Mattia e Davide Bais hanno pedalato assieme fino allo scorso anno, seguendo di fatto il medesimo percorso. Entrambi hanno mosso i primi colpi di pedale alla Società Ciclistica Mori, entrambi hanno poi vestito le casacche del Club Ciclistico Forti e Veloci e della gloriosa Montecorona di Palù di Giovo, per poi trovarsi fianco a fianco al Cycling Team Friuli. Entrambi sono due combattenti nati.
Le affinità, per il momento, finiscono qui, perché il classe 1996 Mattia quest’anno gareggia tra i professionisti, con la maglia dell’Androni Sidermec. Il più giovane fratello Davide, classe 1998 e dunque all'ultima annata da under 23, difenderà ancora i colori della formazione Continental italiana Cycling Team Friuli, con un obiettivo ben fisso in testa: raggiungere Mattia nel grande mondo dei “pro”.

Davide Bais in azione con la maglia del Cycling Team Friuli
Davide Bais in azione con la maglia del Cycling Team Friuli

Il potenziale per poter ambire al grande salto non manca al più giovane dei fratelli Bais, che nel 2019 ha dato un saggio delle proprie qualità, vittorioso sul traguardo del Gp Città di Lari, quarto alla Coppa San Daniele a fine stagione, nella top 10 al Giro del Belvedere e al Piccolo Giro di Lombardia, nono nella classifica finale del Giro di Romania.

Ora serve un ulteriore passo avanti, quello definitivo.
«Riparto da un 2019 positivo, un’annata in cui sono cresciuto come corridore, ma anche come persona - spiega Davide, che assieme al fratello Mattia vive a Nogaredo - Sono migliorato molto anche grazie al confronto con avversari di altissimo livello. Nel 2020 punto a migliorare il mio rendimento in salita e a riuscire ad ottenere qualche risultato pesante nelle gare del calendario internazionale».

Finora hai seguito pressoché l’identico percorso di tuo fratello Mattia. Adesso manca l’ultimo passo. Il professionismo è solo un sogno o qualcosa di più?
«Per adesso è ancora un sogno, ma sto cercando di mettermi in mostra il più possibile e di ottenere risultati importanti, sperando poterlo realizzare al più presto».
Avere in casa un fratello che ce l’ha fatta ti dà uno stimolo in più?
«Sì, senza ombra di dubbio. Ora che è riuscito a raggiungere il suo grande obiettivo, quello del professionismo, Mattia trasmette più forza e stimoli anche a me. Avere un professionista in casa è molto bello: ci alleniamo insieme e Mattia mi sa dare alcuni consigli preziosi. Cercherò di sfruttarli al meglio».

Al di là della somiglianza fisica, Mattia e Davide si somigliano molto anche a livello agonistico: la grinta e la combattività è il loro marchio di fabbrica. Ma che corridore è Davide Bais?
«La grinta e la combattività è la nostra forza. Per quanto ho potuto vedere finora, mi definirei un passista-scalatore adatto alle corse di un giorno e alle brevi corse a tappe».

Un primo piano di Davide Bais
Un primo piano di Davide Bais

In un’uscita in allenamento tra fratelli, chi tra Mattia e Davide vince lo sprint di fine allenamento sulla porta di casa?
«La maggior parte delle volte vince lui, ma qualche volta riesco a batterlo. Tra noi non c’è rivalità, ma solo complicità e voglia di migliorare».

Quali saranno gli appuntamenti clou della prima parte di 2020? E quali i grandi obiettivi stagionali?
«Gli appuntamenti clou della prima parte di stagione saranno il Gran Prix Slovenian Istria (a Izola, ndr) nel mese di marzo, quindi le corse internazionali del calendario italiano come Giro del Belvedere, Palio del Recioto, Collecchio e San Vendemiano. Il mio obiettivo per il 2020 è quello di riuscire a vincere una di queste corse e una tappa al Giro d’Italia under 23».

Qual è la corsa dei sogni di Davide Bais?
«Il Giro d’Italia, è la corsa che fin da bambino sogno di poter disputare un giorno».

Il corridore preferito, invece?
«Alejandro Valverde, perché riesce a dare spettacolo in ogni corsa».

Anche Davide Bais, a modo proprio, proverà a dare spettacolo, mettendo sul piatto le specialità della casa: combattività e tenacia. Per coronare il grande sogno del professionismo e mettersi alla ruota del fratello Mattia.

Autore
Luca Franchini
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