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Under 23

Samuele Zambelli punta al grande salto

Archiviato un 2019 positivo, Samuele Zambelli ora punta al definitivo salto di qualità. Al professionismo.
Il ventunenne di Volano si appresta ad affrontare la terza stagione con la maglia della Iseo Serrature – Rime – Carnovali, formazione Continental bresciana in cui militano altri due trentini, l’altro lagarino Mattia Baldo e il rotaliano Mirco Sartori.

Il classe 1998 di Volano Samuele Zambelli
Il classe 1998 di Volano Samuele Zambelli

Il 2020 di Zambelli si aprirà con la Firenze-Empoli. Sarà quello il primo obiettivo del 21enne cresciuto nel vivaio della Sc Volano e della Forti e Veloci (poi all’Ausonia da juniores), che nel nuovo anno punta a migliorare il passo in salita, per giocarsi qualcosa di importante nelle grandi classiche del calendario nazionale e internazionale, lui che nelle ultime annate ha vestito più volte la maglia azzurra.

Messo in sella da nonno Silvano Consolati, all'età di sei anni, Samuele ora punta a coronare il proprio sogno sportivo, costruito con fatica e impegno, qualità necessarie in uno sport come il ciclismo. Nel 2019, il volanese ha conquistato due vittorie (nella seconda tappa del Giro d’Albania il 21 maggio e al Memorial Pietro Ducoli di Darfo Boario Terme il 27 luglio), quindi due secondi posti, quattro terzi posti e altri tre piazzamenti nella top 5.

Zambelli si alza sui pedali per vivere un 2020 da protagonista
Zambelli si alza sui pedali per vivere un 2020 da protagonista

Prima di passare ai sogni e all’anno che verrà, qual è stato il momento più bello del 2019?
La vittoria conquistata a Boario Terme, in casa dello sponsor della mia squadra. Un successo cercato e ottenuto, quindi doppiamente bello. Anche il secondo posto alla Ruota d’Oro ha un proprio valore, anche perché sono stato battuto per poco.

Quale sarà la tua prima corsa del 2020?
Nel 2018 e nel 2019 ho iniziato con la San Geo, quest’anno invece debutterò alla Firenze-Empoli, sempre a fine febbraio.

La gara, o le gare, che vorresti vincere?
Se dovessi essere convocato nuovamente con la nazionale per le corse in programma in Belgio, su tutte la Gent-Wevelgem, mi piacerebbe riuscire a fare qualcosa di buono. Guardando al calendario italiano, invece, ho cerchiato di rosso il Gp Liberazione, il Trofeo Degasperi e anche il Giro d’Italia U23. Nel 2020, inoltre, ci saranno i campionati europei in Trentino. In primis punto a esserci, a quel punto potrò pensare anche a un obiettivo personale e di squadra.

Il grande obiettivo del 2020, invece?
Sarà l’anno decisivo per puntare al passaggio tra i professionisti. Dovrò cercare maggior continuità di risultati e rendimento durante l’anno e riuscir a vincere le corse che più contano.

Dove senti di poter e dover migliorare?
Penso di dover migliorare in salita per riuscire a tenere il passo dei migliori su percorsi più duri, in modo da poter sfruttare al meglio il mio spunto veloce negli arrivi con un gruppetto ristretto.

Qual è la corsa dei sogni?
Parigi-Rubaix e Giro delle Fiandre sono le mie corse dei sogni, fin da bambino.

Il tuo corridore di riferimento?
Finché ha corso mi è sempre piaciuto molto Tom Boonen. Ora direi Matteo Trentin. Come personaggio, invece, mi affascina Peter Sagan: forte come corridore, ma non solo. È forte sotto tutti i punti di vista, in primis come interpreta il ciclismo.

Oltre allo sport delle due ruote, ti dedichi ad altro nel tempo libero?
In inverno mi piace andare a sciare. Mi piacciono anche il nuoto e le camminate in montagna. Diciamo che amo lo sport a 360°.

Perché consiglieresti a un giovane di praticare il ciclismo?
Perché è uno sport duro, che educa alla fatica, ai sacrifici. Uno sport in cui ci sono tante difficoltà da superare e non sempre è facile trovare la forza per farlo. Ma quando riesci a raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato, come una vittoria, ti sa regalare delle emozioni indescrivibili. Da provare.

Qual è stata la figura che ha contribuito alla maturazione della tua passione per il ciclismo?
La passione è di famiglia. Devo ringraziare mamma, papà, sorelle, il nonno, ma anche Claudio Caldonazzi, il mio allenatore nella categoria Allievi. Così come il mio attuale allenatore Daniele Calosso.

Ora non resta che alzarsi sui pedali. Per vivere un 2020 da protagonista. Per provare a raggiungere in gruppo i suoi idolo Sagan e Trentin.

Autore
Luca Franchini
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